Annulla
Ricerca








in primo piano  > lista completa ^
Plastic tax: il secco no di Confindustria in Parlamento e sui media
Pubblicato il 02 Dicembre 2019



La trasmissione di Telemantova "Mantova Veramente" dedica una puntata alla Plastic Tax, ospitando il direttore di Confindustria Mantova, Mauro Redolfini: "Nei 200km intorno a Mantova ci sono 3000 imprese che lavorano la plastica e 50.000 addetti. Con questa nuova tassa, che si aggiunge ai 90 centesimi di costo di produzione, ai 33 centesimi di Conai, ed all'Iva, la plastica italiana costerebbe il 110% in più. Di fatto, questo prezzo significherebbe uscire dal mercato, lasciando spazio ai fornitori stranieri, con gravi ricadute sulle 3000 aziende prima citate. Non è possibile pensare di eliminare la plastica, per colpire chi la smaltisce in modo scorretto".

 

Confindustria si è mossa tempestivamente a tutti i massimi livelli istituzionali per scongiurare una tassa dannosa ed ingiusta. Qui un estratto dall'audizione di Marcella Panucci alle Commissioni di Camera e Senato riunite per parlare della Manovra 2020 (in allegato sotto il documento completo):
"In primo luogo, invece di intervenire in modo più rilevante sulla spesa corrente, la Manovra prevede un significativo recupero di risorse, per quasi 2,9 miliardi, attraverso un aumento della tassazione sulle imprese, accentuando così le distorsioni nel prelievo che già esistono. A queste risorse vanno aggiunte quelle previste dal Decreto fiscale, per circa 2 miliardi, in chiave antievasione, che sottraggono ulteriore liquidità alle imprese. Ciò conferma la tendenza ad alimentare un sistema di imposizione che scoraggia gli investimenti perché accresce i costi delle imprese, riducendone i margini, e rischia di frenare i consumi, perché le maggiori imposte si trasferiranno - anche solo parzialmente - sul prezzo dei beni, agendo in modo analogo a un aumento dell’IVA, che è ciò che si intendeva evitare. Emblematico il caso della plastic tax, che non comporta benefici ambientali, penalizza i prodotti e non i comportamenti e rappresenta unicamente una leva per rastrellare risorse (circa 1,1 miliardi nel 2020, 1,8 nel 2021 e 1,5 nel 2022). Pur dando atto al Governo di aver avviato, ora, un confronto con gli attori interessati, si evidenzia che la plastic tax: (i) danneggia pesantemente un intero settore produttivo, che è il secondo in Europa, con effetti negativi anche per la chimica e per i comparti industriali utilizzatori di imballaggi (es. alimentare e delle bevande); (ii) rappresenta una sorta di doppia imposizione, dunque ingiustificata sia sotto il profilo ambientale che economico-sociale, in quanto le imprese già oggi pagano il contributo ambientale CONAI per la raccolta e il riciclo degli imballaggi in plastica; (iii) determina un aumento medio pari al 10% del prezzo di prodotti di larghissimo consumo, contribuendo a indebolire la domanda interna; (iv) ha un impatto sulla spesa delle famiglie stimabile in circa 109 euro annui. Valutazioni non dissimili merita la sugar tax, su cui tornerò più avanti".

Audizione completa:   Scarica file pdf






Internet partner: Sigla.com
[www.sigla.com]